DCS GCI
Scope
Scope radar tattico per operatori GCI in DCS World. Due modalità operative: Cold War con estetica CRT a fosforo ambra e simboli NATO Link-1, e Modern con data block, speed leaders e pannello BRAA interattivo.
Cos’è
Il DCS GCI Scope è un’interfaccia radar personalizzata per gli operatori GCI (Ground Controlled Intercept) del 104th White Wyverns. Fornisce una visualizzazione realistica dei contatti aerei durante le missioni DCS World, con due modalità operative distinte a seconda dello scenario.
Perché è stato creato
LotatC è lo strumento standard usato in DCS per le operazioni GCI e il controllo del traffico aereo. Funziona bene come sistema di coordinamento, ma la sua interfaccia non replica l’estetica né le procedure operative dei veri sistemi radar militari.
Per il 104th White Wyverns, il realismo procedurale è parte centrale dell’attività. Un operatore GCI che lavora su uno scope fedele ai sistemi reali migliora l’immersione, rende le comunicazioni più precise e alza la qualità complessiva delle missioni. Il GCI Scope nasce da questa esigenza, integrando LotatC come layer visivo superiore.
Modalità Cold War
Estetica CRT a fosforo ambra su sfondo rossastro scuro, ispirata ai display tattici navali degli anni ’70-’80 (AN/SPA-25, UYA-4) e ai veri sistemi C2 dell’epoca.
Simboli NATO:
- Chevron — Aerei (orientato nella direzione di heading)
- Cerchio con linea — Elicotteri
- Quadrato — Unità terrestri
- Diamante — Navi
Plot-to-track: i nuovi contatti appaiono come plot grezzi (+) per i primi 2-3 passaggi dello sweep, poi vengono correlati automaticamente in simboli NATO completi con numero Link-1 assegnato. Simula il processo del Video Extractor dei veri sistemi radar C2.
Sistema IFF: i contatti della propria coalizione mostrano due archi a parentesi attorno al simbolo. I contatti senza risposta IFF sono classificati come UNKNOWN. La coalizione si imposta dal pannello controlli (BLUE/RED).
Jamming: un contatto in ECM produce un settore di disturbo radiale sullo scope (strobo). Se è amico, l’IFF lo identifica con le parentesi; se è ignoto diventa UNKNOWN arancione e si mescola al rumore di fondo.
Effetti CRT: scanline, vignettatura, glow ambra, clutter dinamico che simula le interferenze ambientali reali, decadimento fosforo tra i passaggi dello sweep.
Modalità Modern
Display tattico moderno con informazioni complete per operazioni contemporanee.
- Track colorati: BLU, RED, Neutrale/Unknown
- Data block per ogni track: callsign, Flight Level, velocità, heading
- Speed leader lines (previsione posizione a 30 secondi)
- Track history con punti delle posizioni precedenti
- Cerchio arancione sui piloti umani
- Click su un track per pannello BRAA (Bearing, Range, Altitude, Aspect)
- Right-click sullo scope per piazzare il punto bullseye
Donor e vista operatore
Il pannello controlli separa due concetti che prima coincidevano: dove sta il radar e dove sta guardando l’operatore.
L’unità radar di riferimento (DONOR) è un dropdown con le unità della propria coalizione che hanno un radar attivo a terra (SAM, EWR). Con “Copertura reale” lo scope mostra solo quello che quel radar vede davvero, portata, orizzonte e terreno compresi. Selezionandone una, lo scope si centra fisicamente lì e il fascio radar emana dalla sua posizione. La vista operatore è invece un campo coordinate indipendente: la “camera” può spostarsi altrove (anche con la hotkey C, che ricentra la vista sul cursore) mentre il donor resta una posizione di riferimento fissa.
Watchlist Link-1 e ruoli AEGIS
La tabella Link-1 parte vuota: l’operatore costruisce a mano la propria watchlist. Si clicca un track sullo scope (compare un anello bianco tratteggiato di selezione), si preme + e il track riceve un Track Number. In Cold War questa iniziazione è una scelta deliberata, fedele alla doctrine dell’epoca dove non esisteva il datalink IFF moderno e la classificazione era manuale.
Ai track selezionati si assegna un ruolo AEGIS/Link-11 con le hotkey 1-7 (oppure cliccando la riga nella legenda Link-11): Friend, Interceptor, Kilo, Faker, X-Ray, Pending, Unknown. I ruoli sono persistenti server-side, quindi ogni postazione GCI vede gli stessi simboli, e vengono riciclati al mission_start. I track in watchlist usano un tracker datalink-style con refresh rapido (2.5s) e catena predict, gate e quality, mentre i contatti grezzi seguono il ritmo dello sweep.
Zoom window
La hotkey Z apre una finestra lente flottante (palette ambra in Cold War, blu in Modern). Si comporta come una lente magnifying sull’area dello scope sottostante, con fattori 1.5× / 2× / 3× / 4×, header per il drag e maniglia di resize. È trasparente ai click, che attraversano la finestra e raggiungono lo scope sotto, e ricorda posizione, fattore e dimensione tra le sessioni. Utile per leggere due contatti vicini al bordo dello scope senza spostare il centro radar.
Aerei a terra e missili
Lo scope distingue i contatti in volo da quelli a terra. In Cold War la soglia MTI del knob VIDEO gata anche i simboli: un jet parcheggiato non genera plot e non viene correlato a Link-1, esattamente come il Video Extractor reale che lavora sul video filtrato dall’MTI. Resta solo il diamante IFF, perché il transponder risponde all’interrogazione SIF anche da fermo, e il contatto riappare appena la velocità al suolo supera la soglia (il rivelarsi del takeoff roll). In Modern il contatto a terra (sotto i 30 kt) viene attenuato al 45% e senza data block, per non sporcare la picture sui campi, e torna pieno al decollo.
I missili in volo arrivano come contatti effimeri dedicati: in Modern compaiono come dardo (azzurro per BLU, arancio per RED) con scia motore e un velocity leader lungo che a Mach 3 rende leggibile la traiettoria d’intercetto. In Cold War vengono scartati, perché i radar di terra dell’epoca non tracciavano bersagli così veloci. In nessuna modalità sono selezionabili.
Bullseye
Punto di riferimento condiviso per le chiamate radio standardizzate (“BULL 283/54” = bearing 283°, 54 NM dal bullseye). Si imposta da URL nel link del briefing, manualmente dal pannello Track Info, o con right-click sullo scope in Modern mode.
Overlay mappa costiera
Lo scope mostra automaticamente la linea costiera del teatro in corso, rilevata dai dati trasmessi dallo script DCS. In Cold War appare come linea tratteggiata verde tenue (stile acetato, come nei veri radar di terra dell’epoca); in Modern come linea continua con fill semi-trasparente. Teatri supportati: Caucaso, Golfo Persico, Siria, Nevada, Sinai, Falklands, Kola.
Parametri URL
Lo scope è configurabile tramite URL, pensato per essere allegato al briefing della missione con tutto preimpostato.
?mode=coldwar&side=blue&range=150&lock=1&link=WW&bull=42.80,41.20
Con lock=1 il toggle modalità viene nascosto e l’operatore non può cambiare la configurazione durante le operazioni.
Demo interattiva
Lo scope è accessibile pubblicamente con una missione di esempio precaricata che gira in continuo. Non serve avviare DCS, non serve uno script Lua: si apre il link e si vedono i contatti aerei muoversi sullo scope come durante un’operazione reale.
Dalla v3.2 la demo non è più un semplice drift di contatti, ma uno scenario tattico sulla Siria con fazioni separate (BLUE a sud, RED a nord, FLOT come buffer), orbite CAP e pattugliamenti. Ogni otto minuti parte un engagement scriptato: un Fencer supera la FLOT, i Viper intercettano e lanciano FOX-3, i MiG-29 reagiscono con R-27ER, il Patriot lancia PAC-2, poi abort e rientro con riarmo. Tutto in loop, così c’è sempre qualcosa di interessante da seguire sullo scope.
Cosa puoi fare nella demo:
- Alternare tra Cold War e Modern dal pannello controlli e vedere come cambiano simboli, palette e comportamento
- Cambiare la coalizione (BLUE / RED) per osservare come cambia la classificazione IFF dei contatti
- Cliccare un track in modalità Modern per il pannello BRAA
- Right-click sullo scope per piazzare il bullseye in posizione personalizzata
- Modificare il range di scansione e vedere i contatti riposizionarsi
- Allegare i parametri URL (
?mode=coldwar&side=blue&range=150...) per testare configurazioni di briefing
La demo è pensata sia per gli operatori GCI del 104th che vogliono familiarizzare con i comandi prima delle operazioni, sia per chiunque voglia capire come funziona uno scope radar tattico realistico.
Come funziona tecnicamente
A differenza del Live View che usa mission_live_export.lua (god mode), il GCI Scope può usare gci_mission_script.lua, uno script che si carica direttamente nella missione DCS tramite trigger. Questo script vede solo i target rilevati dai sensori radar della coalizione configurata (AWACS, EWR, SAM). Se un target vola basso e nessun radar lo acquisisce, non compare sullo scope: detection realistica al 100%.
Il tool è accessibile pubblicamente all’indirizzo gcidemo.alessandrosimonitto.it/gci, pronto per essere allegato direttamente al briefing della missione con tutti i parametri preimpostati via URL.
Ospitarlo sul proprio server
Il repository include una guida di installazione passo-passo (INSTALL_DCS_SERVER.md) per chi vuole far girare lo scope sul server del proprio gruppo: installazione su Windows, collegamento dello script di export a Export.lua, test in LAN sulla stessa macchina di DCS e, se serve l’accesso da fuori, un tunnel Cloudflare con l’app messa in modalità “dietro proxy” (cookie di sessione sicuri, HSTS, area admin protetta).
MissionScripting.lua non si tocca: lo script di missione non apre socket, mette i pacchetti in una coda e un hook nell’ambiente dell’interfaccia li ritira e li manda via UDP, la stessa strada di SRS e Tacview. Le versioni precedenti chiedevano di desanitizzare la sandbox, e la guida spiega anche come ripristinare un file già modificato. L’installatore (install.bat) copia script di missione e hook senza sovrascrivere un file già cambiato a mano.